e/migrazioni

rimango finché va
sia di qua che di là

(ormai c’è solo di qua)

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Manifesto

Il coraggio di non accettare, di disobbedire, di resistere all’irrealtà dilagante.

Il coraggio di farsi cittadini consapevoli; di inventarsi uno sguardo altro, marginale, di frontiera, molteplice e curioso; di inventare modi nuovi: di abitare, accogliere, agire.
Mettersi di sbieco fra le contraddizioni dell’oggi, scendere in strada, sollevare i veli, irridere i manipolatori del consenso che ci vogliono immaturi cittadini ed efficienti consumatori.
Alzare gli occhi da terra; progettare alternative; costruire reti solidali.
Rifondare comunità.
Immaginare luoghi dove tutti i nostri precedenti ruoli non hanno più senso, dove tutto viene smascherato.
Ri-tessere racconti e dialoghi; credere nell’incontro non come occasione di performance, ma di trasformazione reciproca, di apprendimento biunivoco, di crescita.
Ricomporre frammenti di personalità disintegrate dal caos e riappropriarsene.
Il coraggio di esporsi, non di esibirsi.
Il coraggio di compromettersi.
Con-promettersi è (un modo per) conoscersi.

Buon viaggio

“… ogni accenno, ogni sorriso
ogni piccolo fremito d’ansia
come una pioggia d’istanti
scorrono via sui miei occhi
come l’acqua di marzo
sui questi vetri freddi
e vorrei poter toccare
ogni piccola goccia di vita
che cade scivolando
sul tuo viso
e bagnarmi le dita
per sapere che vivo…”