Considerando l’acqua

considerando l'acqua
un'anima vaga
in apnea
l'aria non manca
di certo carezza le labbra
è voglia piuttosto
di un'altro respiro
il suo

a bocca aperta si apre
la via davanti
inghiotte ogni alito
fino alla fine del giorno
è là che si arresta
e riposa e respira
i battiti e gli sguardi
i suoi

considerando l'acqua si accorge
che l'aria che dà vita
è la sua

Due penne d’oro

gabbiani

erano due le penne d’oro
che avevo serbato per il futuro
dentro ad una c’era il mare
scriveva onde e spiagge
con inchiostro chiaro di sale
trasparente per lo più
invisibile ai più
oppure torbido di ricordi
confusi ai ciottoli stondati
fondi di bottiglia levigati
e mani rattrappite
dall’acqua e dalla rabbia
a volte era inchiostro nero di veglie
notturne senza pace
e senza bussola
oppure bianco e blu
di inverni agitati
e grigio di tempesta dai muretti
e poi scriveva di pelle assolata
una battigia di sensi e di schiuma
e riflessi verdi di occhi perduti
o solo sognati invisibili ai più
erano due le penne d’oro
che avevo serbato per il futuro
dentro ad una non so più
dentro all’altra c’è ancora il mare
e tutto l’inchiostro dell’anima
è finito lì

Futuro semplice

non finisce mai
la voglia di scordare
le ultime giornate del mondo
per restare coi piedi incollati
a un sasso di fiume
cosa vuole dire
aspettare
visioni di futuro semplice
per niente facile
e accogliere cielo grigio
e blu di contorni
negli occhi senza pace

non finisce qui
l’appello scandito
di tutti i nomi del cuore
cosa può dire ormai
nudo
di pretesti e vizi
abitudini di futuro semplice
e battiti di sole
senza pace

non finisce no
e ritorna verde e fiorita
le lame degli occhi affilate
a scrutare
frammenti di futuro semplice
sullo stesso mondo obliquo
di un sasso di fiume aggrappato
a parole di vento
caldo incoerente
la pace