Due penne d’oro

gabbiani

erano due le penne d’oro
che avevo serbato per il futuro
dentro ad una c’era il mare
scriveva onde e spiagge
con inchiostro chiaro di sale
trasparente per lo più
invisibile ai più
oppure torbido di ricordi
confusi ai ciottoli stondati
fondi di bottiglia levigati
e mani rattrappite
dall’acqua e dalla rabbia
a volte era inchiostro nero di veglie
notturne senza pace
e senza bussola
oppure bianco e blu
di inverni agitati
e grigio di tempesta dai muretti
e poi scriveva di pelle assolata
una battigia di sensi e di schiuma
e riflessi verdi di occhi perduti
o solo sognati invisibili ai più
erano due le penne d’oro
che avevo serbato per il futuro
dentro ad una non so più
dentro all’altra c’è ancora il mare
e tutto l’inchiostro dell’anima
è finito lì

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