Fare spazio

il sonno avverte che c’è
da fare spazio
ai sogni
lasciare anche
per poco
che rimandi luce propria
la vita occulta
di dentro

sotto la corteccia
sbrecciata
del tronco ormai incerto
che regge
soltanto i suoi tarli
un tremore di vita ancora
insiste alla radice

dormire
per vedere di vivere
raggiungere il nucleo caldo
ancora e ogni volta
è linfa
nelle vene della notte

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Sapere

ora che vedo
non c’è più orizzonte
da cercare
non mi basta più
ora che vedo
la semplice parola scambiata
per un sospiro di pace
non basta e non basta
all’anima
la luce negli occhi
di uno sguardo periodico
o saltuario
più non basta un abbraccio
atteso scambiato
per la brama di giorni
ora che mi vedo
che so
che sempre ho saputo
l’univoca fonte della ragione
mia

Sosta

sulla strada di casa c’era un posto
dove sostano ancora i miei pensieri
e si voltano all’indietro con il vento
rifacendo quel tragitto all’incontrario

era forse di settembre e quasi autunno
ed ormai non tanto caldo a respirare
col viso volto al cielo divagavi
non vedendo che l’estate ti tradiva

affondando con i piedi nella sabbia
ogni traccia al tuo passaggio cancellavo
mentre ora quelle orme ripercorro
come se non fossi mai partito

mi ripeto ogni parola che ricordo
e ritorno con il vento sulla strada
non è che il solo mezzo che conosca
per raccogliere i pensieri e proseguire

Cammino

la verità
dice
poi nasconde
senza ritegno scioglie
i lacci e le ginocchia
trama
la paura
e spinge alle corde
le spalle
al muro

guardavi di sbieco
quel giorno che il sole
era spento
e la mano correva nell’aria
per fingere cerchi
di senso
seguivo le dita
leggere
con tutto quel cielo a coprire
guardavi all’indietro e più oltre
non seguivo parola

la verità
dicevi
non preme e non torna
la strada
sicura dell’alba
ti aspetta