Fiori d’aprile

chilometri a piccoli passi
scivolosi
e sbocciano le idee
dagli attriti incerti tra le suole
logore sul pavimento
sconnesso
e unto

sul collo e sulla testa una pioggia
obbligata di fastidi
e i nervi scoccati come frecce
alle parole ripetute

nascono pensieri storti
si incrociano con la strada e si dividono
come dolorosi petali si aprono
alla mente
quando l’aria si fa calda
e si usura la pazienza

non serve a ripulirsi pensare
ad altre vite
nuove
distrarre la coscienza
con l’abitudine

eppure basterebbe
così poco
una parola sola
per liberarsi
delle scorie al seguito
dai residui di lavorazione
dell’io
a volte anche solo
un semplice no

è primavera

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