Erano giorni

erano giorni lunghi
di caldi occhi appuntiti
e maglie di sole squadrate
da sbarre annerite

si faceva più caso
alle voci che invitano
all’ora del vento
quella che parla alla sera
e dopo si acquieta

l’ora dei vortici striduli
con nubi frementi di piume
in voli infiniti di forma

racchiusi da mura sdrucite
quei giorni si davano al buio
illuminando le cause altrui
tornavano nuovi

giorni di ritmi calanti
che portano verso settembre
ricordi di vite vissute
non mie

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10 pensieri su “Erano giorni

  1. qualcosa sfugge anche a me, sinceramente:
    nella foto è il vecchio carcere di Firenze, Le Murate, dove ho lavorato per otto anni, quando già era dismesso e trasformato in disco bar, ristorante e cinema, e il pomeriggio stormi di rondoni invadevano il cortile… ho mischiato un po’ le carte, ecco.
    grazie per il refuso, M.
    🙂

  2. Vedere la foto e leggere i versi per me è un tutt'uno; mi piace la malinconia trasmessa dalla poesia e la musicalità dei suoni presenti in essa. Ciao Margherita   

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