Chi

maschera d’acciaio forte
alle cinque svaniva tra i nervi
di strade curve
con l’asola del cuore aperta
e subito chiusa
al tramonto

inondava lo sguardo di rosso
e d’arancio e di azzurro svanito
per timore di perdere
l’ultimo soffio del giorno

ripeteva profili sbiancati
e solide lame d’ombra
al mattino d’inverno
mentre con l’occhio alla terra
piangeva un ricordo
o un’idea
di sé

tra le mani nude
in ogni possibile senso
accoglieva una notte più breve
e restava
resistendo più a lungo
alla voce
e ai suoi tagli

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8 pensieri su “Chi

  1. Il bello delle tue poesie è che potrei rileggerle 100 volte ed ogni volta mi sembra di leggerne una nuova, anche se è sempre la stessa…. sono come quel giochino ottico del tuo post precedente: il “fuco” si sposta sui molteplici sensi, e colgo una volta uno una volta l’altro. Personalmente l’ho sempre detto che sei un Poeta ((:

  2. Mi infilo di forza, delicatamente, dentro quell’asola aperta di cuore. Perché è sempre una tana accogliente questo antro delle tue parole. Ti abbraccio. Ne dubitavi?

  3. La tua poesia mi sorprende sempre , anche se la considero una delle espressioni più significative tra i nuovi poeti.

    Elisnelpaese

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