Chi

maschera d’acciaio forte
alle cinque svaniva tra i nervi
di strade curve
con l’asola del cuore aperta
e subito chiusa
al tramonto

inondava lo sguardo di rosso
e d’arancio e di azzurro svanito
per timore di perdere
l’ultimo soffio del giorno

ripeteva profili sbiancati
e solide lame d’ombra
al mattino d’inverno
mentre con l’occhio alla terra
piangeva un ricordo
o un’idea
di sé

tra le mani nude
in ogni possibile senso
accoglieva una notte più breve
e restava
resistendo più a lungo
alla voce
e ai suoi tagli

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Se fosse

se fosse tutta una burla
la pelle che increspa
i palmi umidi  e freddi
le rauche incertezze al fondo

 se fosse solo commedia
ironia della sorte
l’inseguirsi dell’onda
ancora  e di nuovo diversa

se fosse uno scherzo
il ritorno dell’aria di notte
a un sapore già noto e celato
o solo trascurato

se fosse tutto finto
l’arrabattarsi disordinato
di sensi e parole al vento
di ogni sera

se fosse ingannevole
la realtà che vivi
e il silenzio del cuore
la sola verità