Meteo

è una casa fredda di sole quella
che vive di un alito
di vento umido
e raro
che lo aspetta in silenzio e spera
che incroci nel cielo
un volo di pensieri
leggeri a colorare

sulla perpendicolare di un gesto
che spegne
il calore del giorno
in un rauco soffio
e un tremore di mani
a smuovere l’aria

la temperatura è stazionaria
il bollettino inutile
e vago
basta un cenno ed è resa
alle sole notti che sanno
calore
e non tornano più

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Polvere plastica.26

Tanto in un modo o nell’altro al 15 del mese ci si arriva lo stesso. Su questo pare che contino l’agenzia e l’azienda. Il come non è importante, problemi privati dell’operaio.
Dopo la scena in filiale, il pomeriggio stesso, mi decido a chiedere direttamente a G., il maggiore dei due fratelli titolari, quello che sembra il più disponibile umanamente e con cui ho un rapporto migliore.
In un momento di calma mi avvicino a lui e comincio a raccontargli dell’esito della richiesta fatta all’agenzia, dell’inutile lettera con motivazioni, della difficoltà in cui mi trovo.
Rimane sorpreso, o almeno così appare.
– Quanto ti serve? – mi chiede, con aria titubante.
Provo a fare una lista delle spese che mi aspettano, per giustificarmi, e mangiandomi un po’ le parole mi faccio scappare una cifra, prima che si allontani.
– 200 euro, penso che possano bastare – mentendo, per non essere pretenzioso.
– Uhm, vediamo. Chiedo in ufficio, sento un pohino quanto c’è in cassa – mi dice smettendo di guardarmi negli occhi e allontanandosi frettolosamente – Ti fò sapere entro stasera e al massimo domattina.
Dopo di che più nulla. Nessuna notizia, nessuna risposta, come se niente fosse. Il giorno seguente tutto dimenticato, come se non ci fossimo mai parlati.
Rinuncio a chiedere qualsiasi altra cosa. Vado a cercarmi un transpallet per prendere un altro pancale di pezzi da forare e torno al lavoro.

Il transpallet (o traspalle, italianizzando) a mano è un particolare tipo di carrello con cui si possono spostare pesi fino a 2500 kg. Di norma è giallo, in varie tonalità, dal limone all’ocra, ma si trova anche arancione e rosso, colori accesi per renderlo sempre ben visibile.
Le due pale parallele lunghe circa 1,5m, nella posizione base stanno ad un’altezza di circa 1cm da terra, sostenute da un sistema di braccetti, pistoncini e piccole rotelle.
Ad una estremità le pale, larghe 15/20cm, si restringono fino a formare due punte arrotondate che servono ad inserirsi più agevolmente sotto i pancali, sotto i pianali delle “gondole” o di ogni altro oggetto voluminoso e pesante da spostare.
All’altra estremità esse si uniscono in una struttura di forma simile a una piramide, che contiene il meccanismo di carica e di snodo fondamentale per il funzionamento del mezzo.
Da qui parte il manubrio, di solito nero, un asta di metallo con in cima una specie di volante pentagonale. Collegata ad esso si può avere una leva, subito sotto l’impugnatura, vicino alle mani, o un pedale, vicino allo snodo.
Una volta inserite le pale sotto l’oggetto si spinge il manubrio verso il basso, ripetutamente, come una pompa manuale, e il sistema fa chiudere l’angolo tra i braccetti che reggono le rotelle. In tal modo le rotelle si avvicinano tra loro e le pale si alzano fino a toccare il piano inferiore dell’oggetto. Seguitando ad alzarsi sollevano il peso fino all’altezza voluta.
Si guida il transpallet, grazie allo snodo dell’asta del manubrio, tirando o spingendo, secondo le capacità, il peso, gli spazi disponibili, fino alla posizione richiesta.
A questo punto si tira la leva che, tramite un cavo d’acciaio, scarica i pistoncini e sblocca i braccetti, consentendo alle pale di tornare giù e al transpallet di essere estratto da sotto il peso.

Cerco di non pensare a chi e a come chiederò i soldi che mi servono. Mi preparo mentalmente a passare due settimane chiuso in casa, dopo il lavoro, e mi distraggo concentrandomi sugli aspetti tecnici degli strumenti meccanici che uso, sul loro funzionamento, e sulle azioni, altrettanto meccaniche, che faccio.
Nel frattempo sorrido nel guardare Abdul, Soltani e Rosa che usano i transpallet come dei monopattini, quando tornano in postazione dopo uno scarico. Attraversando velocemente il corridoio centrale del capannone paiono divertirsi.