Facile

è facile in fondo
                                dirsi
                    lasciarsi raccontare
lasciare che a dire siano 
           le notti
                  analgesiche
o doloranti
i giorni farneticanti
                         e i nastri di parole
                                 srotolati 
                                            giù
                                               dal mento
                    parole che riaffiorano
da quel dolore acuto    
                                         o galleggianti
su una gioia piana
                        in      superficie       smossa 
 da scorie di noia
                      è facile contare
giocare con gli accenti
dare pesi 
            e poi misure
                                     ingannare i fuoritempo
con battiti e contorni
                                   controllati
è facile poi sottrarsi
al ripensare
all’analisi dei vuoti
tra una cosa detta                         e l’altra
facile rivolgere lo sguardo
                                      ad un altrove
                     senza
                                      sentire dissonanze
e crederlo un valore
facile è anche rinunciare
                                             a domandarsi
                            a chiedersi
a darsi
difficile è non credere che sia davvero tutto 
                                                       qui

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13 pensieri su “Facile

  1. le parole si muovono nella mia testa e nella mia pancia seguendo il ballo che hai disegnato sulla carta d questo tuo diario … non è mai tutto qui … questo mi torna indietro, ricalcando il passo e il moto di questa danza, che ora si fa preghiera…perchè non può e non deve essere solo tutto qui …. ciao max, …

  2. La misura delle cose, la misura delle parole: il metro del senso non ha mai la stessa unità.
    Eppure le parole sanno essere ponti sui vuoti, sanno alleggerire i pieni e disegnare contorni per l’indistinto.
    Ciao Massimo.
    Con affetto.

  3. E’ un tutto qui che la notte ti tiene ad occhi aperti,e’ un tutto qui che ti terrorizza.E voler cercare una strada,un sentiero tranquillo,un oblio che dia un senso di serenita’. E’ un tutto qui fatto di ricordi,parole omesse,domande sospese. E’ un tutto qui che segue i vortici e le spirali della mia mente,ma trova solo specchi che rimandano immagini sfocate,e ingannevoli vie d’uscita..no..non e’ facile per niente..

  4. Difficile reggere fino alla fine con le parole giuste, con gli spazi giusti, con le immmagini giuste.
    (giuste per me)
    Leggevo con un po’ di ansia.
    Temevo il guasto, o l’inciampo, la rottura del ritmo, la banalità di una frase.
    Invece no.
    Bella.

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