Tuffi

                                sullo scoglio grande 
                                c’è quel punto
                                su cui si poggiano giusti 
                                i piedi
                                per salirci e stare 
                                in bilico
                                le gocce d’acqua scorrono 
                                in giù
                                sulla pelle increspata 
                                di sale e brividi
                                mentre si aspetta il proprio turno
                                o si spera
                                di non cadere
                                la roccia appuntita ferisce
                                più l’orgoglio che altro
                                e le ferite bruciano meno 
                                dopo il tuffo
                                a dieci anni è conquista
                                e sfida
                                a venti vanità e noia
                                poi solo nostalgia
                                di mare

"… arrivarci con il fiatone dopo aver superato il tratto di alghe nere che ti sfiorano alla minima incertezza, segnava senza alcun dubbio il tuo leggittimo ingresso tra i "grandi" della spiaggia. Ricordo perfettamente il fiato sospeso per non pensare a cosa si nascondeva tra i tentacoli di quel prato nero e nello stesso tempo la curiosità di saperlo per essere consapevole di averlo vinto. Lo "scoglio a due pezzi" era apparentemente un punto d’arrivo. Quando finalmente c’eri sopra e alzavi gli occhi, capivi che oltre c’era l’orizzonte limpido e infinito, senza più una meta che ti indicasse la strada, e non potevi più tirarti indietro, ma solo sorridere prendere fiato e continuare…" (Manu)

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17 pensieri su “Tuffi

  1. Arrivarci con il fiatone dopo aver superato il tratto di alghe nere che ti sfiorano alla minima incertezza, segnava senza alcun dubbio il tuo leggittimo ingresso tra i “grandi” della spiaggia.. Ricordo perfettamente il fiato sospeso per non pensare a cosa si nascondeva tra i tentacoli di quel prato nero e nello stesso tempo la curiosità di saperlo per essere consapevole di averlo vinto! Lo “scoglio a due pezzi” era apparentemente un punto d’arrivo. Quando finalmente c’eri sopra e alzavi gli occhi, capivi che oltre c’era l’orizzonte limpido e infinito, senza più una meta che ti indicasse la strada, e non potevi più tirarti indietro, ma solo sorridere prendere fiato e continuare…

    Controlla la posta,
    Manu

  2. Auguri – in mia lingua di colf:

    Nagy László
    Adjon az Isten

    Adjon az Isten
    szerencsét,
    szerelmet, forró
    kemencét,
    üres vékámba
    gabonát,
    árva kezembe
    parolát,
    lámpámba lángot
    ne kelljen
    korán az ágyra
    hevernem,
    kérésre választ
    ő küldjön,
    hogy hitem széjjel
    ne düljön,
    adjon az Isten
    fényeket,
    temetők helyett
    életet –
    nekem a kérés
    nagy szégyen,
    adjon úgy is, ha
    nem kérem.

  3. Auguri – in mia lingua di amica:

    Nagy László
    Dia il Signore

    Dia il Signore
    fortuna,
    amore, un caldo
    camino,
    nella cesta vuota
    frumento,
    nella mano orfana
    saluto,
    lume accesa ché
    non debba
    coricarmi la sera
    in fretta,
    le risposte sia lui
    a darmi
    perché la mia fede
    non crolli,
    dia il Signore
    luce,
    non cimiteri ma
    vite –
    chiederglielo
    che pena,
    dia senza ch’io
    chieda.

  4. Dallo “scoglio a due pezzi” si volteggiava in tuffi all’indietro proprio nel bel mezzo della lagunetta formata dai “due pezzi”: una sensazione di purificazione dell’anima. te lo dice Brancasiu “u tummaturi”. Un giorni li rifaremo insieme, qui tuffi. Ciao e buon anno.

  5. TUFFETTO
    Classe: uccelli
    Specie: tachybaptus ruficollis
    Sottospecie: incantante
    Nome dialettale: tummaturi-tummaloru

  6. Ti auguro un Anno forte come il vento, in modo da poter scacciare tutte le nuvole nere che ti nascondono la bellezza del cielo, dolce come i primi fiori di primavera, che riempiono gli occhi con i loro meravigliosi colori, sereno come il viso di un bimbo, quando dorme tra le braccia della mamma,e felice, come può esserlo colui, che credendosi solo,trova come per incanto, una persona che lo ama e prendendolo per mano, gli sussurra con un sorriso…TI ASPETTAVO DA TANTO!!!

    Un caro saluto

    Con affetto

    StellaCeleste

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