Pietre dell’anima

lasciami andare ti lascio andare e ti lasci andare così ti lascio a vagare quieta fra i rovi e le siepi senza un graffio né un torto né un sorriso in ogni possibile andare ti lascio a vagare fra sentieri esausti di passi ignari e colonne strette a conforto superstiti sul bordo del profondo a corona dello specchio regale e solo fra scale stringate e tortuose di mattoni intrecciati e pilastri bianchissimi di noia a guardarmi intorno riprendo ad andare riprendo mi stacco da te dal sentiero più breve e da me ti allontani per poco e ritorni e le pietre mi parlano dei tuoi passi lievi lasciano intendere storie passate di qua rincorse da storie future da dire ancora vite di dei e di uomini soli come dei e nello specchio una speranza e un desiderio d’infinito raccontano scene trascorse sul ciglio del sentiero che curva digradando alla pineta sfiorando le sale senza cielo e finestre aperte nel cielo dentro i cunicoli più scuri i segni nascosti del passaggio del tempo e degli uomini i passaggi palesi e i segni di potere tra le stanze assolate e bianche di luce quasi divina nell’aria tersa e odore d’acque oramai lontane e disegni di sapienza e capriccio umano così umano mi lascio seguire dal vento che accompagna l’immobile incedere del tempo infinitesimale passo di una vita divisa tra potere ritroso e intimità raggiunta così sospinta al limite dal vento che ti incoraggia e ti accarezza morbido come le mura di siepi le mura di rovi di fortune passate e ti porta alla soglia del centro un attimo prima del centro un’isola per me solo mi lasci senza un graffio né un sorriso aggrappata alle pietre riarse ti lasci andare e ti lascio e non soffri quando il distacco da te è un soffio di vento fresco tra le dita e poi ritorni sì ogni volta a guardarti ritorno come una volta la prima volta che ti ho portata qui anima mia

nella testa e nelle orecchie: “Close cover” di Wim Mertens
negli occhi e nel cuore:
Villa Adriana, Tivoli
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27 pensieri su “Pietre dell’anima

  1. che bello questo pezzo, max.
    è musicale con le sue continue riprese, col suo andare e tornare.

    torno a scrivere dopo giorni di forzata distanza da pc. contenta di trovarti, subito. abbraccio d’affetto.
    z.

  2. Passavo per un saluto.
    Così sono rimasta con grande piacere a farmi trasportare dalla musicalità e dolcezza del post che hai pubblicato. E’ come un vento maestoso che aiuta a volare.

  3. Tutto d’un fiato: interpunzione superflua, saputamente evitata. A la faccia dei tanti balbuzienti mentali.
    Brancasiuconsanguineo

  4. a volte, secondo me, ci sono così tante cose da dire, così compresse dentro, così tante da essere necessariamente anche in contraddizione l’una con l’atra, che sembra di non aver niente da dire, di non sapere da dove cominciare.
    un bacino, buongiorno.

  5. si, sono io. Era 87/88 😉
    And my italian is a bit rusty…

    Once in a while, I search the internet for “old” names from my “old” life, and there you where!

    I hope your life is good!

    kriXXX@yahoo.no
    XXX= the three first letters of the H-name, remember?

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