Senza sensi

controllo
il flusso del mio sangue
mi parla di fronde contro il vento
misuro
il battito-intervallo
mi mostra l’aritmia dell’anima
registro
il timpano vibrante
mi racconta dei fremiti dell’aria
computo
il tocco delle dita
mi guida alle porte del tuo cuore
scompongo
il disegno della lingua
mi porta alla penombra silenziosa

confondo
senza apparenti sforzi
ciò che dà senso e il suo contario
rimangio
senza vergogna alcuna
ciò che mi preme e non aspetta
accetto
senza bisogno d’altro
ciò che i miei occhi hanno incontrato

coltivo
sotto la cenere dei sensi
tutto il passato ed il futuro che verranno

L’appuntamento

cos’è che brilla dentro
quando intorno si rabbuia
che scivola giù dagli occhi
e scalda il viso d’umido
miscela d’amore fuso
e dolore incandescente
che brucia per assenza
e dell’assenza vive?

(mancheresti forse
magari un po’ di più
se non avessi messo
radici forti e lunghe
nei risvolti della notte
da non sentire altro
che lieve nostalgia
per ciò che non ti ho detto?)

vorrei la testa vuota
e una candela dentro
per far luce sulla strada
e non pensare al viaggio
qualunque sia lo snodo
e l’orizzonte aperto
il porto è sempre uguale
e lì è l’appuntamento