Gioco di parole

sono giorni di rabbia sottile
di rapidi spasmi dell’ anima
e ritorni interdetti
formicolìo distratto
allegramente intento
alle dita allungate nell’aria
graffiare il vuoto da soli
per soffermarne il volo
scorticare lo spazio del giorno
posticipando l’attimo
in cui un altro me stesso
giudicherà chi sono

intanto voci amiche ri-suonano
ritornano a dire il non detto
si azzuffano e gareggiano
a chi strapperà dalle mani
prima un velo o un sorriso 
una danza di  nomi e di corse
un rubabandiera del cuore
da giocare ogni giorno

Di colore

il sangue di mio padre
era rosso
il sangue di mio fratello
poteva essere rosso
il sangue di mio figlio
potrebbe essere rosso
come quello del mio vicino
il sangue di chi sta lontano
è certamente rosso
come il sangue
di chi è partito e rosso
è il sangue di chi arriva
da lontano
fuggendo il proprio sangue
da ferite inferte dal vicino
e il sangue scorre rosso
anche in chi dimentica
e in chi accusa
il sangue da cui proviene
è rosso il sangue che scorre
in ogni cuore vivo
in ogni angolo di mondo
e quello versato
per un angolo di mondo in più

prima del sangue vorrei sapere
di quale colore è la speranza
per ognuno di questi cuori
di quale colore
è la giustizia