E’ una notte… (3)


è una notte infinita
racchiusa in un pugno
che sorride beffarda
al mio pugno
e mi volta le spalle
di spalle nasconde
le mani sudate
racchiude un tormento
in un pugno
all’alba si volta
cattura un lamento
in un pugno
la fronte sudata
di tiepido affanno
allenta beffarda
il mio pugno
dischiude infinito
un sorriso

E’ una notte… (2)

è una notte che sa di fumo
amaro
e unghie sputate
dalla finestra
di polvere di nervi
sparsa sul pavimento
sollevata
dai passi goffi di un destino
appesantito e fuori forma
è una notte che beve a scrocco
dalle mie labbra
parole vuote e richiami rotti
che digerisce senza intralci
ogni groppo indigesto
della gola
impermeabile alle lacrime
e sorda
è una notte stanca di vezzi estetici
che sa già dove andare
e non lo dice

E’ una notte… (1)

… E’ una notte che non capisco più. Non trovo parole per dire quanto sia diventata opaca e insensibile alle mie domande, ai miei ormai inutili ripensamenti. Ha smesso di suggerirmi direzioni possibili, di coccolarmi nel suo grembo, di nascondermi alla realtà. Forse ha capito che è inutile continuare a darmi credito,  rinunciare allo spazio dei sogni che gli compete per cercare di tenermi sveglio, concentrato sulla mia strada, sulla mia ricerca. Forse ha trovato di meglio da fare, che perdere tempo con me. E’ una notte che mi tradisce con qualcun altro, per noia o per stanchezza. E a ragione: non sono certo stato un compagno di viaggio stimolante o un allievo diligente. Mi ha sempre difeso, fino ad ora, da ogni brusco scarto che la vita mi ha proposto. Mi ha concesso lo spazio dell’attesa, per riprendere fiato, anche se non ero stanco. Mi ha sospinto verso l’alba di ogni giorno senza riserve e senza aspettare conferme. Forse ha creduto di capirmi…

(Questo è il mio 100° post, e forse non è un caso che sia incompleto, forse così vuole dirmi che quelle che crediamo mete sono solo tappe, che l’attraversamento di una soglia non è una demarcazione netta tra due realtà distinte, ma è esso stesso un percorso, un divenire di visuali, un viaggio nel viaggio…)

Senza parole


parole affilate
come pugnali rituali
laceranti ferite s’aprono
al freddo dell’attesa lancinanti
soffi d’ira
attraversano l’anima 
legata
e alto è il prezzo dell’ascolto
sfiancante il sacrificio
ripetuto
di porgere la lama al tempo
lasciarsi attraversare
dal vento gelido
e scabroso
delle parole odiate
per aver fiammelle in cambio
minuti e morbidi silenzi
lo sguardo repentino di un amore
che rimargina 
l’alito di pace che libera
e scioglie la sete
di infinito