Buon anno (tsunami blues)

buon anno
che sia solo un anno
un anno è una goccia nel mare
delle speranze di una vita agra
un anno passato a scavare
tra onde di pugni serrati
tra nastri di lacrime e sale
e festoni intrecciati di polvere e fango

sugli alberi genealogici di genti remote
aggrappate ai tronchi divelti e marci
di dolore
e di civiltà interrotta e spersa

buon anno
che sia solo un anno
un anno è pietra d’angolo infranta
per le fondamenta arcaiche e forti
un anno di popoli ciechi
tra corone di fiori sbiaditi e tenaci
tra steccati inzuppati di rabbia
e frantumi di vite alla deriva

sulle acque scure di una notte furiosa
in attesa di un’alba di vento che spazzi
dagli occhi
le mani tese sulla spiaggia

solo un anno
lontano dal mare

Nuvola di piume

lasciare, scordare, trovare, svegliare
le scarpe del tempo assopite
dentro una nuvola di piume lustre
mentre chi dorme sul duro guanciale
di sogni azzurri e passi discreti
attende l’incanto di nuove parole

lì c’è la voce ed il canto tenue
di un’anima che non deve urlare
per spingere avanti il cammino
che indossa le scarpe del tempo
e colora d’incanto le parole nuove
che lasciano, scordano, trovano, svegliano

un cuore difficile ai nodi della gola
sulle piume lucide di pazienza e brina
scalzo fino alla fine della strada


… e questa è per Rita, per il sorriso paziente e il cuore incantato…

















Ad occhi chiusi

vedere
questo è importante
lasciare che gli occhi prendano
ciò che la gola vuole
aspettare l’ultimo fremito
prima di inghiottire il cielo
andare a spasso tra dune di parole
sabbiose e roventi
puntare la meta senza partire
mostrando le mani alla notte amica
contenere le labbra nel limite
della paura di mangiare l’aria
montare pontili tra le onde
per guadagnare passi d’amore
tra isole di furore e bonaccia
sospendere la giostra dei venti
che fiaccano e seccano le voci
e piegare lo sguardo all’altro mare
quello di dentro che aspetta quieto
di essere riconosciuto ad occhi chiusi

Un piccolo omaggio a Nic, con gli occhi chiusi e con le braccia aperte…