Cuore sommerso (2)

Ho imparato a nuotare un po’ più tardi, e nel frattempo, come per compensare una mancanza, guardavo gli altri mentre lo facevano, immagazzinavo dati e riferimenti, studiavo, a modo mio, il modo per ripetere ciò che vedevo nel modo migliore.
Ogni movimento era già elaborato e codificato, era mio.
E’ stato così anche quando ho preso la patente, sapevo già grossomodo quello che mi serviva sapere, a quel punto mancava solo la pratica, che avevo immaginato (a volte addirittura sognato) migliaia di volte.
E’ stato quasi così anche con la prima bicicletta, ma la bicicletta è un passaggio cruciale più della macchina, le ginocchia e le nocche sbucciate sui muri della strada di casa sono quasi inevitabili…
Ho imparato a nuotare un po’ più tardi e nel frattempo imparavo a tenere “sott’acqua” i miei sentimenti e miei affanni, il fiatone e i lucciconi, i rossori e la rabbia…
Non che ci riuscissi sempre, ma quella era la strada che percorrevo, con discreti sforzi e non pochi successi.
Ma prima o poi avrei imparato che su certi aspetti della vita non è come con gli oggetti e le attività motorie, qualunque tecnica o allenamento mentale per tenere a bada il cuore è destinato ad esaurirsi, a logorarsi, a perdere di efficacia.


(2-continua)







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18 pensieri su “Cuore sommerso (2)

  1. Prima o poi il cuore impara a nuotare da solo e ci lascia indietro, sotto il filo dell’acqua… ché lui sa dove andare e qual è l’isola da raggiungere… Un abbraccio, Max.

  2. qualche volta arrivare tardi ha l’in più dei sogni e dell’attesa.
    qualche volta l’arrivare tardi ha l’in più delle speranze accantonate e risvegliate, all’improvviso: scossa (nervosa) dell’incredulità e della gratitudine.
    il cuore pare addormentarsi, assopirsi nei tempi lunghi, ma ha memoria, non si perde niente …..
    ti abbraccio max…

  3. ciao carissimo e dolcissimo max.. visto che bello? Le due Simone libere! Oggi sono più felice di ieri. Perdonami se in questo periodo non sono molto presente sul tuo blog ma sai insegno per cui sono ultraimpegnata..così tanto che a volte mi è anche difficile passare sui miei blog. Infatti lo faccio spesso la sera tardi. Tu come stai? Spero bene. Ti abbraccio caramente e ti auguro un dolce buongiorno. odilia

  4. In realta’ non si puo’ tenere a bada niente, molto a lungo. Ci si puo’ provare, con un po’ di disciplina, solo per un periodo di tempo relativamente breve. E forse e anche giusto così. Un bacio

  5. ..ancora non ho imparato ad ammaestrare i miei sentimenti, non riesco a tenerli a bada, a rinchiuderli in qualche cantuccio recondito e a farli uscire quando voglio, no ancora non so farlo, quando ci riuscirò forse avrò finito di soffrire.

  6. nessuno avrebbe potuto essere piu’ galante di quell’uomo con il cappello che inchinandosi mi ha guardato negliocchi….e con un sorriso spavaldo mi ha “corteggiato” con uno dei piu’ bei saluti…
    viaggio tutti i giorni con una allegra combriccola di rom che scendono a brescia…e mentre gli altri li guardano schifati…io continuo a guardarli affascinati…
    ….mi piacerebbe conoscere Robertino…
    🙂
    un bacio..max…

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