Fiori freschi

Oggi pomeriggio ho dormito… Mi sono risvegliato con questo in testa…

i versi
prima
del sonno
possono mancare
ma stai ben attento
a non far mancare
dell’acqua alle
parole











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Io lo vedo






 








lo vedo il mare
dalle ciglia-finestre socchiuse
dai prismi cangianti degli occhi
disfarsi e rifarsi di schiuma

lo vedo il mare
nei voli intrecciati d’argento
e bianco di piume salmastre
posarsi e librarsi di sole

lo vedo il mare
con gocce di luna rapprese
alla notte dell’ultimo addio
brillarsi e specchiarsi di sogni

lo vedo il mare
attraverso cupole e scale
tra patii nascosti e terrazze
mostrarsi alle soglie del cuore

Io lo vedo il mare
ogni volta che piego lo sguardo
e lo alzo al di sopra del tempo
distrarsi e gloriarsi d’azzurro


 


A Col, cui devo più di quanto immagini…
Era semplice la domanda, spero che la risposta lo sia altrettanto…


 

























Intorno al centro

evoluzioni verbali e non
cancello la storia in linee
di silenzio da riscrivere
su i soli sguardi abbagliati
sorpresi di necessità
e trasparenza


la mia vita ciò che vedo
è sangue e aria per il petto
inalata da pori immobili
specchi ustori di menzogne
verbali rivoluzioni e fuga
d’impazienza


più di tutto importa
non finire solo i giochi
nella stanza


più di tutto importa
meravigliarsi ancora
d’incoscienza















Un rifugio

corro tra selve di anime
inquiete di sole e lamenti
grondando lapilli di giada
intesso percorsi a spirale
fuggendone il centro lucente

assente la scelta permane
dell’angolo opposto e più buio
da dove osservare nascosto
me stesso in un abito nuovo
e stabile in bilico prego

di essere scoperto
di farne casa mia
di ritrovare il filo
di porgerlo a chi viene
e accanto a me si siede

ad ascoltare silenzio e trame d’ombra