Ripartenze

Non lo so. Non sono riuscito a capire cosa è successo davvero. Oggi è partita di nuovo, con l’intenzione di tornare fra altri tre mesi, ma questa volta senza domande sospese, senza condizioni per il ritorno, senza impegni inderogabili.
Certo con tante raccomandazioni, ma con il distacco di chi non spera più, di chi non vuole più preoccuparsi.
E io? Di cosa mi sono preoccupato? Cosa ho fatto per farle cambiare idea su di me? Evidentemente non abbastanza, dal suo punto di vista.
E ancora una volta non so come sto.
Sollevato, perchè ha fatto tutto lei, dal credere di potermi cambiare allo stancarsi di provarci.
Svuotato, perchè malgrado tutto mi ha riempito la vita, tentando di indirizzarla.
Riconoscente, perchè mi ha insegnato cose di me che io non sapevo.
Arrabbiato, perchè ha puntato tutto sulla mia capacità di fare dei passi avanti, e non anche qualcosa sulla sua capacità di fare qualche passo indietro.
Infastidito, perchè ha rifiutato ogni minimo contatto, ogni minimo accomodamento nei rapporti con il resto della mia famiglia.
Deluso, non da lei, ma da me stesso, perchè non sono stato capace di chiarezza, di determinazione, di quella forza d’animo necessaria a resistere.
Compiaciuto, per aver resistito per così tanto tempo alla tentazione di mandare tutto a monte, di semplificare le cose fuggendo.
Smarrito, perchè già mi manca. Soddisfatto, perchè finalmente è partita.
In debito, perchè mi ha sostenuto e spinto. In credito, perchè… No, in credito, no…
Naturalmente sto in tutti questi modi insieme, ed anche in molti altri. Ma la cosa più importante adesso, forse, è che non so come sta lei, e forse non l’ho mai saputo…














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11 pensieri su “Ripartenze

  1. Capperi e datteri, è bello qui da te, scrivi cose formidabili, che toccano. Ti linko se non ti dispiace…in effetti la mia è una ribellione compressa, quasi tappata, come se dovesse esplodere da un momento all’altro. La tua osservazione mi trova concorde e non mi posso che sentire lusingata nell’essere stata avvicinata ad un mostro sacro dell’arte della storia del mondo. Grazie tante!

  2. C’è quel ponte fragile che divide dispiacere e gioia per i momenti passati. E sulla corda noi, incapaci di scegliere, ma consapevoli di aver vissuto ogni ora in modo autentico, vero. Non è poco, mai. Un abbraccio, Ellie

  3. il mio commento? … Tu hai detto tutto in modo toccante, mettendo a nudo tutta la complessità di un rapporto vissuto, sentito, patito. Ma almeno lo vivi, anche se … passionatamente, sempre per responsabilità (non colpa) tua. Ci rivediamo di nuovo e insieme a München.

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