Azzurro

azzurro è il limite infinito
lo specchio su se stesso
azzurra è la sfuggente permanenza
l’intelligenza attonita di uno sguardo perso
azzurro è il duro guanciale di sogni
dove l’anima sprofonda e riposa


(per Arabeske)








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Itinerari immobili

Mi perdo nei blog e nei commenti, ultimamente. Seduto davanti al mio pc passo del tempo a tracciare itinerari immobili in un universo di voci che si intrecciano e si sovrappongono, a seguire le tracce di parole che si accostano, si toccano, si scostano e ritornano. Trovo traiettorie di mani che volteggiano su tastiere di emozioni, a volte leggere e impalpabili, a volte bilanciate e sicure, altre volte pesanti e dense, liquide o ariose, cadenzate, sfuggenti, veloci, ferme. Traiettorie che si ripetono, che si auotoinventano, che si rinnovano e definiscono nel cammino i luoghi emotivi da cui hanno origine, come se il viaggiare attraverso le scelte e i sentimenti più diversi, i più disparati moti dell’anima altrui, avesse come maggior ricompensa la chiarificazione del luogo di partenza di ciascuno, del mio punto di partenza. Mi capita di mettere a fuoco, anche solo per attimi fugaci, immagini di me riflesse negli stagni densi o nei limpidi torrenti, nei laghi tranquilli o negli oceani più vasti che vado visitando in questi viaggi e al ritorno trovo le tracce del passaggio di altri immobili girovaghi, li immagino specchiarsi nelle pareti lucide o cercarsi nei risvolti opachi delle mie parole, proprio come me. Mi capita di imparare che tutti coloro che crediamo tappe e stazioni di sosta del nostro vagabondare, a volte credano lo stessa cosa di noi. E mi viene in mente che io, come tutti loro, sono il cammino che faccio, ma anche la strada su cui altri camminano, sono un movimento, ma anche una fermata, sono un viaggiatore, ma anche un viaggio. E proseguo.

Anche stanotte

vagare tra anime assorte
in cerca di segni sottili
di cenni di minima intenzione
senza speranze e dolci
risposte con cui addormentarsi
e sognare
di vapori azzurri e lacrime calde
sudore d’argento luminescente
e svegliarsi
la gola inaridita di fumo amaro
un ricordo rosso di labbra socchiuse
sul cuscino sfatto e ricominciare
a sognare













Ripartenze

Non lo so. Non sono riuscito a capire cosa è successo davvero. Oggi è partita di nuovo, con l’intenzione di tornare fra altri tre mesi, ma questa volta senza domande sospese, senza condizioni per il ritorno, senza impegni inderogabili.
Certo con tante raccomandazioni, ma con il distacco di chi non spera più, di chi non vuole più preoccuparsi.
E io? Di cosa mi sono preoccupato? Cosa ho fatto per farle cambiare idea su di me? Evidentemente non abbastanza, dal suo punto di vista.
E ancora una volta non so come sto.
Sollevato, perchè ha fatto tutto lei, dal credere di potermi cambiare allo stancarsi di provarci.
Svuotato, perchè malgrado tutto mi ha riempito la vita, tentando di indirizzarla.
Riconoscente, perchè mi ha insegnato cose di me che io non sapevo.
Arrabbiato, perchè ha puntato tutto sulla mia capacità di fare dei passi avanti, e non anche qualcosa sulla sua capacità di fare qualche passo indietro.
Infastidito, perchè ha rifiutato ogni minimo contatto, ogni minimo accomodamento nei rapporti con il resto della mia famiglia.
Deluso, non da lei, ma da me stesso, perchè non sono stato capace di chiarezza, di determinazione, di quella forza d’animo necessaria a resistere.
Compiaciuto, per aver resistito per così tanto tempo alla tentazione di mandare tutto a monte, di semplificare le cose fuggendo.
Smarrito, perchè già mi manca. Soddisfatto, perchè finalmente è partita.
In debito, perchè mi ha sostenuto e spinto. In credito, perchè… No, in credito, no…
Naturalmente sto in tutti questi modi insieme, ed anche in molti altri. Ma la cosa più importante adesso, forse, è che non so come sta lei, e forse non l’ho mai saputo…














Aria di mare

aria di mare
salata si avvicina
e mi scopre la testa increspata
dal freddo gesto che scaccia
le nubi di anime appese
alla memoria
come grani di sabbia bagnata
in attesa di un sole ventoso
dissipatore di libertà
inutili senza la risacca dei sogni