Un altro sogno

Forse sto passeggiando, sul lungomare, verso il porto, ma non è il porto del mio paese, è diverso, più oscuro, un grande muro di contenimento in pietra lavica lo costeggia su un fianco, al di là la collina degrada verso la punta estrema della baia, deve esserci un faro laggiù.
Forse ho uno scopo, non so perchè, ma mi ritrovo su vecchio peschereccio, con un amico, che mi insegna ad usare la lenza per i polpi, quella alla cui estremità sta attaccata un’acciuga di plastica lucida con una corona di ami che le spuntano dalla bocca, ma nel frattempo il peschereccio si è tramutato in una specie di rimorchiatore, con a bordo una sorta di struttura con un verricello con cui, mi dico, si recuperano i rifiuti sul fondale del porto, porto che non è più quello di una piccola isola, ma un grande porto commerciale di qualche città di mare.
Adesso le due imbarcazioni, lo spazzino del mare e il peschereccio, sono quasi affiancate, collegate tra loro in un amichevole arrembaggio da una scala metallica da pompieri, ma più stretta, e io vi salgo titubante per lasciar scivolare giù la lenza.
Sospeso sullo specchio d’acqua tra le due barche mi chiedo come farò a non tagliarmi le mani con un filo così sottile, non porto guanti di alcun tipo, ma dopo una prova mi accorgo che non fa male, i miei timori sono svaniti e riesco a stare in piedi.
Il mio amico, che segue le mie mosse dal ponte del rimorchiatore, è diventato mio padre, che mi esorta a lanciare giù l’esca appesa alla lenza e io penso a cosa potrà mai essere la preda se l’esca è addirittura un piccolo tonno.
Immergo ripetutamente il tonno sotto il pelo dell’acqua e alcuni pesci lo azzannano, staccondone dei pezzi, ma quando provo a tirare nessuno di loro abbocca.
Mio padre mi dice di insistere e di mandare l’esca più a fondo.
All’improvviso sotto il pelo dell’acqua appare qualcosa di grosso, ha una forma nera indefinita con macchie o riflessi bianchi, non la vedo bene, ma so che è un’orca, che azzanna l’esca senza rimanervi attaccata, tiro su e tutto ciò che rimane è la pelle del tonno lacerata e vuota, appesa come uno straccio.
Mio padre, come se nulla fosse, mi aiuta a risistemare il ponte del rimorchiatore, che adesso è così basso da essere quasi a livello dell’acqua, e per fare questo sale e scende dalla barca camminando sull’acqua.
Forse, penso, perchè l’olio e le schifezze accumulate rendono l’acqua così densa da poterci camminare sopra…O forse no…

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Un pensiero su “Un altro sogno

  1. CIao, per le musiche ti ho spiegato da me, invece scusami se è la terza volta che devi chiedere riguardo alla separazione dei Link :))
    Allora dapprima non capivo esattamente cosa intendessi, ma vedo che usi il blogrolling (appunto di solito usato solo per i blog) cioè la lista di link che gestisce Splinder. Dunque penso proprio non sia possibile distinguere, dato che è solo un elenco generato e non prevede separatori o cose simili.. Perciò l’unica soluzione direi che è quella di lasciare nella lista splinder solo i blog e il resto dei link li scrivi tu direttamente in html nel template col titolo di sezione che vuoi: ti consiglio per velocità di copiare il codice dei link esterni dal sorgente html della tua pagina del blog, capito come? Nel template vedi solo un tag splinder per il blogrolling ma se vedi il Source HTML in quel punto vedi tutti i link che puoi copiarti, togliere quelli relativi ai blog (che continuerai a farti generare dal tag splinder), e usarli come codice per la nuova sezione di link esterni.

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