Perdite

Insomma, stanotte ho perso due ore a scrivere un post e per un click errato l’ho cancellato, prima di averlo pubblicato. Questa cosa mi ha levato il sonno, ma mi ha fatto riflettere sul senso di questa brutta nottata. Ovvero: ci si può rovinare la vita solo per non essere riusciti a pubblicare dieci righe di cose personali di cui non frega niente a nessuno?
In realtà ciò che mi disturba di più è che non riuscirei a riscriverlo così come l’ho scritto la prima volta e come volevo che fosse. Anche perchè adesso non mi sento come mi sentivo stanotte, non mi verrebbe di usare le stesse parole e tentare di ricordarlo per imitarlo sarebbe falso oltre che inutile.
Anche adesso non mi vengono le parole, non so come proseguire, non riesco a finire il post anche se non c’è molto altro da aggiungere, a parte il fatto che sta diventando una di quelle cattive abitudini di cui non si sa fare a meno.
Un bisogno di cui si può benissimo fare senza, un vizio che non riempie nessun vuoto, una medicina che non cura, un’ altro espediente per tirare fuori dalle nebbie del mio cervello qualcosa di comprensibile.

io sono lo stagno

popolato

e muto


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