Considerando l’acqua

considerando l'acqua
un'anima vaga
in apnea
l'aria non manca
di certo carezza le labbra
è voglia piuttosto
di un'altro respiro
il suo

a bocca aperta si apre
la via davanti
inghiotte ogni alito
fino alla fine del giorno
è là che si arresta
e riposa e respira
i battiti e gli sguardi
i suoi

considerando l'acqua si accorge
che l'aria che dà vita
è la sua

Distrazione

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fiori di susino incantano
la pioggia
gocce gentili accostano
con cura
petali bianchi alle cose
vive e non soltanto

linfa interrotta e dall’acqua
riconnessa alla radice
del mondo

per amore
di bellezza e senza fine

Trovarsi accanto

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trovarsi accanto
le mani aperte a cercare
ancora un poco
di pelle sconosciuta
e gli occhi dritti avanti
al futuro e agli occhi tuoi

volarsi accanto e dirsi
come ali dell’anima le braccia
che cosa immensa che ci sei

trovarti accanto e
voltarmi con te
nella stessa direzione

Due penne d’oro

gabbiani

erano due le penne d’oro
che avevo serbato per il futuro
dentro ad una c’era il mare
scriveva onde e spiagge
con inchiostro chiaro di sale
trasparente per lo più
invisibile ai più
oppure torbido di ricordi
confusi ai ciottoli stondati
fondi di bottiglia levigati
e mani rattrappite
dall’acqua e dalla rabbia
a volte era inchiostro nero di veglie
notturne senza pace
e senza bussola
oppure bianco e blu
di inverni agitati
e grigio di tempesta dai muretti
e poi scriveva di pelle assolata
una battigia di sensi e di schiuma
e riflessi verdi di occhi perduti
o solo sognati invisibili ai più
erano due le penne d’oro
che avevo serbato per il futuro
dentro ad una non so più
dentro all’altra c’è ancora il mare
e tutto l’inchiostro dell’anima
è finito lì