Trovarsi accanto

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trovarsi accanto
le mani aperte a cercare
ancora un poco
di pelle sconosciuta
e gli occhi dritti avanti
al futuro e agli occhi tuoi

volarsi accanto e dirsi
come ali dell’anima le braccia
che cosa immensa che ci sei

trovarti accanto e
voltarmi con te
nella stessa direzione

Due penne d’oro

gabbiani

erano due le penne d’oro
che avevo serbato per il futuro
dentro ad una c’era il mare
scriveva onde e spiagge
con inchiostro chiaro di sale
trasparente per lo più
invisibile ai più
oppure torbido di ricordi
confusi ai ciottoli stondati
fondi di bottiglia levigati
e mani rattrappite
dall’acqua e dalla rabbia
a volte era inchiostro nero di veglie
notturne senza pace
e senza bussola
oppure bianco e blu
di inverni agitati
e grigio di tempesta dai muretti
e poi scriveva di pelle assolata
una battigia di sensi e di schiuma
e riflessi verdi di occhi perduti
o solo sognati invisibili ai più
erano due le penne d’oro
che avevo serbato per il futuro
dentro ad una non so più
dentro all’altra c’è ancora il mare
e tutto l’inchiostro dell’anima
è finito lì

Futuro semplice

non finisce mai
la voglia di scordare
le ultime giornate del mondo
per restare coi piedi incollati
a un sasso di fiume
cosa vuole dire
aspettare
visioni di futuro semplice
per niente facile
e accogliere cielo grigio
e blu di contorni
negli occhi senza pace

non finisce qui
l’appello scandito
di tutti i nomi del cuore
cosa può dire ormai
nudo
di pretesti e vizi
abitudini di futuro semplice
e battiti di sole
senza pace

non finisce no
e ritorna verde e fiorita
le lame degli occhi affilate
a scrutare
frammenti di futuro semplice
sullo stesso mondo obliquo
di un sasso di fiume aggrappato
a parole di vento
caldo incoerente
la pace