La sveglia mi trova già sveglio. La stanchezza per il lavoro della notte pare essere sovrastata dalla tensione della partenza. Scendo dal letto, preparo con calma lo zaino e in un’ora sono fuori. Fino alla stazione sono solo dieci minuti di motorino. L’Intercity ha 20 minuti di ritardo, che diventano 30 appena mi avvicino al tabellone delle Partenze.
Maremma m…! L’origano! Grazie al ritardo del treno, e al mio anticipo, faccio in tempo a tornare a casa. Riesco pure a fare colazione.
Non ci metto molto a capire che sarà un fine settimana da ricordare. La giornata è bella, e fredda. Leggo il giornale senza addormentarmi, buon segno.
La pianura innevata non l’avevo mai vista, è uno spettacolo nuovo, per me. Sembra che tutto concorra a rendere piacevole il viaggio.
Ma a rompere questa armonia la scoperta che nella la mia carrozza non funziona l’impianto elettrico. Porte bloccate, niente riscaldamento, niente luce. Un peso morto, più che un vagone. Impossibile finire il giornale, tra il buio delle gallerie (e sono tante) e le mani gelate.
A Ferrara, com’era prevedibile, perdo la coincidenza. Fa più freddo, ma si sopporta meglio. Giro di chiamate, la cosa più semplice è aspettare il prossimo, dopo un’ora. Rifaccio colazione, rileggo il giornale. Fino a Sermide è un vociare di studenti sbracati sui sedili a sfogarsi e imprecare.
La giornata si conferma bella, sole e cielo limpido. L’ormai mitico Lino, con l’altro mitico Lino(Alp), vengono a prendermi. Tutti gli altri sono già a tavola, l’ingresso è tra il trionfale e il "Ce l’hai fatta, era ora!". Mi tremano le gambe e il cuore corre.
La sala è spoglia quanto basta per non distrarsi, per concentrarsi sulle persone. Giustamente stanno già mangiando. Non tutti sono bloggers, e questo è bene. Ci sono amici e amiche, mariti, mogli e figli di bloggers. Ma io non li distinguo ancora.
La prima ad accogliermi è Betta(Flor), più bella e solare di quanto avessi immaginato dalle poche foto viste. Poi Simona(NicDwaRazy), come me un po’ spaesata, che mi aspettavo mora e con i capelli lunghi come la sua bellissima Chiaretta, e invece no.
Automaticamente inizio il giro della tavolata tra sorrisi, saluti, nomi e nick, sapendo che alla fine del giro ne ricorderò solo alcuni. Zena(Col) arriva dalla cucina, dove ha cucinato per un esercito, e l’emozione è forte e l’abbraccio è come tra vecchi amici che si ritrovano. Due parole e le mani che tremano. L’ho sentita per telefono, la sera prima, senza voce, ma ora sembra in gran forma.
Devo proseguire il giro. D’istinto bacio Grazia(Gardenia), che mi intima, letteralmente, di andarla a trovare sul suo blog. Allora continuo i saluti, baciando tutte le altre donne presenti. Gianfranca(ex Faro) e Anna(justannie), che sembrano sorelle, poi Deli la rossa(melusinach) e suo figlio in maniche corte, il marito di Nic e quello di Gardenia, Giovanna(Notimetolose), vulcanica e le amiche di Col, Alberto(cigale), elegante e pacato come la sua compagna, poi ancora Nino(Bad, ora non più ex) e Skipper, il capitano, e quasi in trance commetto la prima gaffe. Dimentico di baciare Morena(dolittle) e lei, e non solo lei, me lo fa notare. Corro a rimediare e incontro da vicino quello sguardo, duro e dolcissimo, distante e complice, riservato e curioso.
Mi siedo a tavola anch’io e mi sento coccolato, e un po’ privilegiato.